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Italian Baja, la grinta di Montico adesso spinge Basso e Ruoso: il gigante dei Magredi, vincitore su quad nel 2001 e 2003, seguirà la gara dei centauri pordenonesi che promettono gloria a due ruote. Non ha ancora deciso di appendere il casco a...

Italian Baja, la grinta di Montico adesso spinge Basso e Ruoso: il gigante dei Magredi, vincitore su quad nel 2001 e 2003, seguirà la gara dei centauri pordenonesi che promettono gloria a due ruote.


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Non ha ancora deciso di appendere il casco al chiodo, ma Angelo Montico da un paio d’anni abbondanti si è chiamato fuori dalle gare “per raggiunti limiti di peso”. Ama prendersi in giro il gigante dei Magredi, sempre allegro e guascone, pronto alla battuta. Sarebbe ancora capace di mettere in riga gli avversari con il quad, come fece nel 2001 e 2003, però da qualche tempo si è ritagliato un ruolo di manager per piloti e centauri. Adesso preferisce mettere la sua grinta a disposizione di “Alberto Basso e Alessandro Ruoso, che saranno sicuramente protagonisti con le moto all’Italian Baja. Basso, quest’anno in sella a una Suzuki, non ha bisogno di presentazioni: anche stavolta è il favorito naturale della competizione a due ruote. Ruoso su Yamaha (il fratello più giovane del Giuliano rallysta, ndr) ha buone chance, vedremo cosa riuscirà a fare”. Com’è cambiato questa gara rispetto a dieci anni fa? “Nel triennio 2001 – 2003 l’Italian Baja raggiunse il suo massimo fulgore, venivano a correre i migliori specialisti al mondo del tuout terrain e il tracciato sul Cellina-Meduna era molto tecnico e spettacolare. Ora sono cambiate le condizioni, le piste sui greti del Cosa e Tagliamento sono meno dure e selettive, la crisi economica limita le possibilità agonistiche di tanti appassionati. Quello che è rimasto identico è l’impegno fantasmagorico del Fuoristrada Club 4x4 Pordenone per proporre ogni anno una corsa di altissimo livello”.


Italian Baja, due ruote di passione e Basso a caccia del poker: imbattuto dal 2010, il centauro di Porcia cambia ancora moto e stavolta sarà in sella a una Suzuki: "Sul greto è come andare sulle uova, ci vuole manico..."


E’ un incubo per i suoi avversari: vince sempre lui. Imbattuto dal 2010, Alberto basso è il padrone dell’Italian Baja in versione moto. Tre sigilli appartengono anche al grande Fabio Farioli (1998, 2000, 2001), ma adesso solo il centauro di Porcia può allungare la striscia di successi. Dopo TM, Husqvarna e Honda, per la sfida 2013 (15/17 marzo) sta mettendo a punto una Suzuki 450 griffata Motoclub BRP, che darà il suo appoggio ufficiale alla gara. “Ho un sogno nel cassetto – rivela – : vincere cinque Italian Baja con cinque moto diverse e poi appendere il casco al chiodo”. Classe 1967, se ne frega altamente dell’età che avanza. “Mi tengo in allenamento e poi l’esperienza non si trova al supermercato”. Basso è un formidabile interprete della corsa sul greto dei fiumi: “Sui sassi è come andare sulle uova, ci vuole manico, una particolare sensibilità a guidare la moto e capire dove mettere le ruote”. Nell’alveo del Meduna, del Tagliamento e del torrente Cosa si muove a suo agio come Tarzan nella jungla. “Sfrutto il vantaggio di conoscere alla perfezione le caratteristiche del percorso di gara – spiega –. Gli stranieri e i miei rivali italiani vanno forte sul fondo duro delle stradine di campagna, dove il tracciato è più simile a quello di un motorally. Ma poi quando si passa sulle “grave” prendono minuti di distacco”. Peccato solo che negli ultimi anni siano venuti in pochi a gareggiare a Pordenone, sia in moto che quad. “L’Italian Baja ha difficoltà molto elevate che mettono a dura prova mezzi e piloti. Bisogna avere la voglia di mettersi in gioco”. Una passione speciale quella di Basso, attizzata dalla prospettiva di affrontare domenica 17 marzo il doppio giro marathon sul settore selettivo “Rauscedo” (140 km) che marcherà sicuramente i distacchi.


Ufficio Stampa Italian Baja