link.png Cronaca e classifiche EnduroCross Challenge


Montalbini, Cesari e Marchionni trionfano nella prima edizione della 6 ore di Salmour. A trionfare nell'EnduroCross Challenge di Salmour, svoltosi sabato 13 e domenica 14 luglio 2013, è stato il trio composto da Andrea Cesari, Nicola Montalbin...

Montalbini, Cesari e Marchionni trionfano nella prima edizione della 6 ore di Salmour.

A trionfare nell'EnduroCross Challenge di Salmour, svoltosi sabato 13 e domenica 14 luglio 2013, è stato il trio composto da Andrea Cesari, Nicola Montalbini e Fabio Marchionni, che all'ultimo momento ha sostituito il già iscritto ma ancora convalescente Filippo Rondinini. Il concetto di "festa" ha regnato sovrano e che in tanti si sono portati a casa almeno qualche ricordo indelebile, vincendo a modo proprio la sfida con le sei ore di gara.


La giornata di sabato, costituita essenzialmente da due ore di qualifiche cronometrate, si è svolta su di un tracciato reso molto polveroso dal caldo, giunto ai limiti della sopportazione. Il percorso, costituito dalla somma della pista da cross, di un tracciato di enduro nel bosco in stile GNCC e di un fettucciato con rettilinei da quinta piena di quasi duecentocinquanta metri, curve da affrontare a fuoco, ponti in legno e zig zag da brivido, ha messo a dura prova i piloti iscritti, poco meno di cinquanta. La pole position di giornata è andata al team Quaddy Offroadmotors, che all'ultimo giro possibile ha inanellato il best-lap di giornata grazie ad un Amerigo Ventura in grande spolvero.


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Il caldo torrido ha poi lasciato spazio ad una serie di temporali e grandinate che hanno inondato la pista nella serata di sabato, nella notte e al mattino presto, facendo felici i piloti ma non Roberto Gazzola, responsabile del Motoclub Pistons Valley, organizzatore della manifestazione: "Avrei preferito far trovare ai piloti le stesse condizioni di bagnato, attraverso l'irrigazione della pista: sono contento che abbia piovuto nei momenti migliori ma allo stesso tempo mi dispiace perché in questo modo è passato il concetto che la pista è diventata ottimale grazie al meteo e non a noi dello staff". Di fatto, allo scattare della prima edizione dell'EnduroCross Challenge di Salmour, la pista era praticamente perfetta: idonea per reggere le sei ore di gara senza interruzioni, quindi fangosa nella prima parte e polverosa nel finale.


Al via, con la partenza realizzata in stile "Le Mans", il primo a scattare davanti a tutti è stato proprio il team detentore della prima piazza, con alla guida Ettore Ventura. Il ritmo imposto da Ettore, alla prima allacciata di casco dopo l'infortunio occorsogli durante il Supercross dell'EICMA dello scorso novembre, è stato eccezionale: la pausa per lui non sembra per nulla aver compromesso le sue doti, anzi. Nelle primissime battute di gara andava subito a picco l'equipaggio di veterani del team Tity & Amarenas, a causa di un guaio tecnico occorso a Giuseppe Donati. Problemi iniziali anche per il trio vincitore alla fine: dapprima era Andrea Cesari ad accusare qualche difficoltà a causa del troppo fango e della difficoltà visiva con le lenti a contatto mentre poi, a dover fare i conti con la sfortuna, ci si metteva anche Nicola Montalbini, con il quad alle prese con problemi di surriscaldamento. Ad approfittarne ci pensavano i leader di classifica del team Quaddy Offroadmotors, incalzati dal team Galizzi Factory Racer, Ruggeri – Galli – Delbono, autori su tutto l'arco delle sei ore di una gara bellissima, e dal duo italo-francese Djimmy Richard – Loris Versaci: nonostante l'assenza imprevista del terzo pilota Nicolas Richard, che non ha corso per motivi burocratici non dipendenti dall'organizzatore, i due piloti provenienti dall'XCC, hanno venduto veramente cara la pelle, correndo una gara mostruosa e non mollando per manco un secondo.


Dopo un'ora di gara, iniziavano però i colpi di scena: mentre il team di Nicola Montalbini, Andrea Cesari e Fabio Marchionni, macinava un recupero incandescente, Nicola Ciceri prima – a causa di un problema al motore del suo Yamaha YFZ 450R, e Amerigo Ventura – per via di un cappottone – relegavano la propria squadra al terzo posto, dovendo anche loro fare i conti con un recupero. E' qui che inizia il più tosto degli spettacoli offerti dall'EnduroCross Challenge: la lotta, lunga cinque ore, tra il team Quaddy e il team Galizzi. Montalbini, Cesari e Marchionni, intanto, prendevano, per non lasciarla più fino alla fine, la testa della corsa: i primi due, capita l'antifona, iniziavano a guidare con una pulizia ed una gestione ineccepibili mentre il terzo, aggrediva il percorso con una veemenza inaudita.


E' a questo punto della gara, intorno alle due ore, che maturano le posizioni ed i livelli: le strategie emergono nella loro bontà o iniziano a fare buchi nell'acqua. E' il caso, ad esempio, del team numero tre, composto da Tiziano Sette, Stefano Dalla Valle e Mauro Perazzolo: dopo aver lottato per il podio nella prima parte di gara, un problema tecnico al quad di Perazzolo e una strategia non azzeccata facevano scendere uno dei due equipaggi MGM nelle zone più basse della classifica.


Molto animata anche la battaglia per la vittoria nella categoria automatici, con la lotta tra il team MGM di Paris – Lami – Argnani, impegnata a contenere gli attacchi del team Victory composto da De Luna – Sportelli – Gullo. I due terzetti hanno lottato per cinque ore consecutive affiancati l'uno contro l'altro, almeno fino a quando i problemi tecnici e una scivolata in mezzo al bosco, non hanno tolto ogni possibilità proprio a questi ultimi, dando strada libera per la vittoria di categoria al team MGM di Silvestro Paris, che ospitava nel suo box due fan d'eccezione: Nicola Dutto e Stefano Caputo.


Con la prima posizione ben salda, il podio ristrettosi ad una lotta a due, prendeva corpo la spina dorsale del Challenge: il duo Richard – Versaci cercava di tenere botta, restando sempre in lotta tra il quarto e quinto posto, incalzati dal trio Varaldo – Cantello – Savone, con il primo dei tre decisamente sugli scudi e gli altri due intenzionati a non lasciare nulla di intentato. Bella la sfida a distanza tra tre team, tutti in richardlotta per le posizioni di centro-classifica: Bianchi – Percoco – Gilli, Cherubin - Fontanazzi – Mosconi e Sciolfi – Sciolfi - Vacirca animavano con continui colpi di scena le posizioni tra la sesta e la decima, con continui capovolgimenti di fronte. Problemi tecnici dei quad, piloti più o meno bolliti dopo qualche ora di gara, ritmi indiavolati o costanti, costruivano una matassa in continuo cambiamento in questa zona della classifica.


Mai in lotta per le posizioni di vertice ma encomiabile come nessuno, il pilota del team Caronna Marco Giusti, uno che ha capito fino in fondo lo spirito della competizione: da solo, il bravissimo Marco si è divertito come un matto, pur tornando da un infortunio bello tosto e girando comunque parecchie ore in sella al suo KTM. Degne di nota le prestazioni di molti di questi piloti: Maurizio Bianchi, che senza quasi allenarsi ha mostrato quelle doti che solo due anni fa gli hanno permesso di vincere il Campionato Italiano Quadcross; Alessandro Mosconi, così contento a fine gara da cercare a tutti i costi un compagno per l'imminente Pont de Vaux; Sergio Gilli, in sella per quasi tre ore nonostante nove costole rotte in via di guarigione; Riccardo Varaldo, spettacolare come pochi altri; Davide Sciolfi, fisicamente provatissimo ma capace di tempi sul giro veramente incredibili, in proporzione alle sue condizioni di salute. La verità è che per ognuno di loro e per tutti gli altri, una frase non basterebbe: ci vorrebbe un articolo per ciascuno.


La quarta ora di gara coincide con la splendida intuizione del direttore di gara FMI, Federica Mottin: tagliare provvisoriamente il fettucciato permettendo l’irrigazione della zona senza interrompere la gara. E' proprio durante questa fase di gara che accade l'imprevedibile: Fabio Marchionni perde la ruota anteriore sinistra dopo poche curve del tratto cross. Costretto a dover fare tutto il giro, passando anche per il bosco nel tratto enduro, Fabio ha la fortuna di saltare almeno il chilometro di pista fettucciata, chiuso per l'irrigazione nel frattempo. Lì, la gara dei primi in classifica ricomincia da capo, con una moto in meno a disposizione. Con il vantaggio dimezzato e Montalbini impegnato sulla moto di Cesari, Marchionni sulla moto di Nicola, emergono le doti di Andrea Cesari stesso e dello stesso leader di Campionato Italiano Quadcross, impeccabili nonostante le sfighe e sempre "under control". Intanto, subito dietro, impazza la lotta tra il team Galizzi e il team Quaddy Offroadmotors, con infilate, scaramucce, e sfide continue, sia in pista sia ai box.


Mattia Papa, Mattia Ioli e Icaro Ventura, ovvero lo Yamaha Junior Team, hanno fatto una gara pazzesca e, se ci è consentito, non l'abbiamo infilata nella cronaca più pura perché non è di numeri che si deve parlare di fronte a tre ragazzi incredibili, seguiti magistralmente dai loro genitori e autori di una sei ore strabiliante vista l'età: quarantuno anni in tre. A loro si aggiunge la stupenda prestazione di Davide Galli: autorevole e perfettamente inserito accanto ai veterani Ruggeri e Delbono e parte integrante del podio del team Galizzi Factory Racer.


La bandiera a scacchi impone lo stop alla prima edizione dell'EnduroCross Challenge di Salmour, con Montalbini – Cesari – Marchionni vincitori davanti a Ventura – Ventura – Ciceri, autore quest'ultimo di un ottimo stint finale di gara, e Galli – Delbono – Ruggeri.


Le premiazioni finali, oltre all'assoluta di giornata, hanno premiato i team primi in classifica nella classe a marce e in quella automatici: Montalbini – Cesari – Marchionni da una parte e Lami – Argnani – Paris dall'altra. Premiata anche Chiara Sciolfi, portacolori del gentil sesso in gara, Sergio Gilli, premiato con un casco Fly Racing per la sua combattività nonostante l'infortunio, Marco Giusti, che ha ricevuto il premio Iron Man per la straordinaria prestazione in solitaria, e il Junior Team Ventura – Papa – Ioli. Finale con premi a sorpresa vinti da Fabio Marchionni – un set di cerchi offerti da DWT – Nicolò Ruggeri e Davide Sciolfi – un set di gomme DWT a testa – e Nicola Ciceri – un casco Fly Racing offerto da Race Proyect.


Comunicato Stampa Ufficio Stampa Motoclub Pistons Valley


Credits foto: Filippo "Mingo" Mingardi


Classifica Finale
1 - 10 CESARI-MARCHIONNI-MONTALBINI
2 - 4 VENTURA-VENTURA-CICERI
3 - 12 DELBONO-RUGGERI-GALLI
4 - 11 RICHARD-VERSACI
5 - 3 SETTE-DALLA VALLE PERAZZOLO
6 - 14 VARALDO-CANTELLO-SAVONE
7 - 1 ARCANGELI-PINOLI-DONATI
8 - 6 PERCOCO-BIANCHI-GILLI
9 - 13 SCIOLFI-SCIOLFI-VACIRCA
10 - 8 CHERUBIN-FONTANAZZI-MOSCONI
11 - 2 PARIS-LAMI-ARGNANI
12 - 5 PAPA-VENTURA-IOLI
13 - 9 SPORTELLI-DE LUNA-GULLO
14 - 16 GIUSTI

Classifiche consultabili su MyLaps.


 

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